lunedì 12 gennaio 2009

Note: dalla potenza all' atto

Rimmel, De Gregori.
Ho sempre amato questa canzone.
Forse non lo sai, eppure la cosa è talmente nota che qualcuno una volta, non troppo tempo fa, me l' ha dedicata dal vivo.
Incredibile come riesca a rispecchiare la situazione.
Incredibile come io l' abbia sentita da sempre mia.
Forse perchè, in cuor mio, già sapevo che sarebbe finita così.
Tu chissà dove,con i tuoi quattro assi, ed io qui a piangere su una canzone.
E qualcosa rimane, fra le pagine chiare, fra le pagine scure...
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni...
Chi mi ha fatto le carte
mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco...
Ma un futuro invadente,
fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia...
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro ancora...
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi...

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