“Coraggio! Coraggio! Coraggio a volontà!
Si avvicinino, signori! C’è coraggio per tutti e a buon mercato!”
Così declamava un venditore ambulante all’ angolo della strada ed io, sentitolo da lontano, mi avvicinai per vedere di cosa si trattasse …
“Ecco, signora! Per lei e per il suo bambino un bel barattolone di coraggio!
Fresco fresco,eh!
Non prendo in giro nessuno, io!
Raccolto proprio oggi!
E si ricordi: se è soddisfatta lo dica ai suoi amici, se non è soddisfatta se lo tenga per sé!
Ah ah ah! Arrivederci, arrivederci!
Coraggio, coraggio! Coraggio a volontà!”
Finalmente arrivai davanti alla bancarella del chiassoso venditore, e sembrava davvero una tavola imbandita a festa!
Non mancava proprio nulla: cibi d’ ogni genere, souvenir, attrezzi per il fai da te, balocchi per i più piccini, ogni sorta di chincaglieria, persino secchi ricolmi di concime naturale.
Al centro della bancarella, appoggiati gli uni sugli altri, stavano i barattoli.
Grandi, piccoli o di media grandezza, con il tappo blu e un’etichetta graziosamente decorata su cui si leggeva a chiare lettere “CORAGGIO”.
Mi avvicinai con prudenza, per non dover intavolare una fastidiosa conversazione con il commerciante, e iniziai a dire tra me e me:
“Certo, sono ancora un ragazzo … Di sicuro, a breve, non dovrò affrontare alcuna situazione in cui mi serva una particolare forza d’ animo, ma da qualche parte dovrò pur iniziare a crearmi una storia, una vita straordinaria da raccontare un giorno ai miei nipotini, prima che vadano a dormire … E cosa può esserci di più indicato di una buona dose di coraggio? Certo, un po’ di coraggio mi ci vorrebbe per diventar qualcuno … Potrei prendere il barattolo più piccolo e poi … chissà …”
Così, dopo essermi convinto del fatto che avrei potuto vivere una vita (degna d’ essere chiamata tale) solo se avessi acquistato quella fatidica boccia, raddrizzai la schiena, tirai in dentro la pancia e con la voce più virile che riuscii a tirar fuori da mio diaframma, chiesi:
“Buon uomo, vorrei un barattolo di coraggio”.
Ma il buon uomo non m’ aveva neppure sentito e continuava a sbraitare per attirare l’ attenzione di potenziali acquirenti.
Le mani si nascondevano dentro le tasche del pantalone imbrattato di fango.
Nervosamente, con la destra, presi a contare gli spiccioli che vi giacevano dentro, facendoli tintinnare e scivolare tra le dita.
Con la voce tremante, ma un filino più alta, chiesi ancora:
“ Scusi … Signore?… (mi schiarii la voce) potrei avere un barattolo di coraggio?”
D’ improvviso l’ omone smise d’ urlare.
“E’ fatta”, pensai.
Lo osservai con attenzione e un pizzico di timore, come se fosse un vulcano in procinto di eruttare.
Seguii con attenzione i suoi gesti, trepidante nell’ attesa …
Ma lui ricominciò: “Coraggio! Coraggio! Coraggio a volontà!”
Basta, mi ero proprio spazientito!
Gli avrei fatto vedere con chi aveva a che fare!
Risucchiai nei polmoni tutta l’ aria necessaria per gridare chiaro e forte che volevo quell’ accidenti di coraggio.
Ero lì, pronto a scoppiare, e urlai:
“Lei, brutto e grasso venditore ambulante, che passa le sue giornate a sbraitare perché qualcuno le compri qualcosa, dia retta anche a me, che sono un rispettabilissimo cliente! Son basso, magro e malconcio, ma degno di ricevere la sua attenzione, tanto più che son qui per aver un po’ di coraggio! Dunque, questo barattolo vuol vendermelo o no?!”
Un po’ affannato, ripresi fiato. La gola pizzicava al passar dell’ aria.
Ad un tratto m’ accorsi che il silenzio mi circondava.
La folla, zittita, mi guardava con stupore, ed il venditore, attonito, smise di parlare e si fermò.
Era come una statua di sale, immobile. Dopo qualche istante si voltò verso di me e , per nulla risentito per le mie parole, scoppiò in una fragorosa risata, che gli faceva sobbalzare l’ abbondante pancione.
Tra un colpo di tosse ed un altro, disse:
“Tu, ragazzo, vieni a cercar il coraggio alla mia bancarella?
Ah ah ah!
Non trovi, forse, che tu stesso avresti coraggio da vendere a me?
Oh oh oh!”
Ridendo di gusto, mi fece segno d’ avvicinarmi a lui.
“Ti dirò un segreto- bisbigliò –
quelli che vendo son barattoli vuoti.
Il coraggio non si compra, o lo hai o non lo hai. E se ce l’hai devi tirarlo fuori, quando ce n’ è bisogno! E magari metterlo in un barattolo, per non perderlo! Ah ah ah!”
Così dicendo tirò fuori un bel lecca-lecca bianco e rosso, il più grande ch’ avessi mai visto e, stringendolo tra le mani, trotterellai via felice, e con la gola giusto un po’ graffiata…