mercoledì 30 luglio 2008

Il mio specchio mi guarda...


L'ho notato solo qualche giorno fa...
Stavo lì, seduta alla scrivania, chinata su un libro...
E anche loro stavano lì, come sempre, ma non li avevo mai "visti" davvero...
Ad un tratto mi sono voltata, e li ho colti in flagrante.
I miei specchi mi guardavano.
Mi osservavano.
Mi scrutavano.
Mi vedevano.
Sanno di me più di quanto io non sappia di me stessa.
Un senso d'inquietudine mi ha colta impreparata, poi un sentimento di stizza si è sostituito al timore.
Come si permettono, loro, a invadere così la mia privacy?i miei segreti?la mia vita?
Anch' io vorrei saperne tanto di me e tanto vorrei sapere di loro.
Io gli dò tutto, tacitamente gli dico tutto, ma di loro non conosco nulla.
Un arcobaleno di sensazioni si è impossessato di me, confondendomi, sconvolgendomi
e mi è parso di iniziare a volteggiare, veloce, sempre più veloce, come una trottola.
Rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e viola...
Sempre più veloce, colori-stati d'animo sempre più confusi nella mia mente...
finchè ecco che dal caos è arrivato l'ordine, l' eureka, lo spettro di luce.
Perchè non guardarmi?
Intendiamoci, non che dovessi guardarmi allo specchio, ma attraverso lo specchio.
Non con i miei occhi, ma attraverso i "suoi" occhi.
Non c' è amico più sincero dello specchio.
Non ce n'è uno più obiettivo, uno che ti conosca meglio.
Ti osserva in silenzio, non ti giudica, non ha pregiudizi.
Ti mostra ciò che sei. Può aiutarti, ma solo se lo vuoi. E' sempre lì, basta che tu lo interpelli.
Specchio, specchio delle mie brame...
La mia stima per Charles Perrault cresce in maniera spropositata.
Aveva già capito tutto, circa 400 anni fa.
A questo punto due sono le possibilità:
1)lui era davvero geniale;
2)io sono davvero stupida.
Come ho fatto a non pensarci prima?
I dettagli nei prossimi post.

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